Arte e istruzione: Back to School

Gennaio è il mese del ritorno — alle aule, ai banchi, al sapere. Ma anche dell’incontro tra arte e formazione: quando l’arte esce dalla galleria e si intreccia con i luoghi dell’insegnamento, del dialogo, della comunità. 

In questo “Back to School” ripercorriamo tre interventi italiani in cui il linguaggio visivo contemporaneo abita l’università e la scuola, trasformando facciate, pareti e cortili in spazi di apprendimento e simbolica partecipazione.

Tellas alla Università degli Studi di Roma "La Sapienza"

Nella sede dell’Università di Roma “La Sapienza”, nel quartiere San Lorenzo, Tellas ha realizzato un murale dal titolo La percezione del paesaggio, sulle wall delle facoltà di Medicina e Psicologia.

L’opera riflette il dialogo tra biologia e psicologia — discipline che coabitano lo spazio — e lo fa attraverso una griglia che si integra con la divisione architettonica dell’edificio (blocchi rettangolari bianchi e grigi), creando forme che reinterpretano la percezione, la visione, il paesaggio.

É un esempio eloquente di come l’arte possa diventare non solo decoro, ma un medium di riflessione nella vita accademica: uno stimolo visivo all’interno di un luogo del sapere.

In un periodo di rientro all’università, questa opera invita a guardare oltre — a percepire, a interpretare, a interrogarsi.

Gonzalo Borondo alla Università degli Studi di Milano‑Bicocca

Borondo ha firmato, insieme a Edoardo Tresoldi, l’intervento Chained (2015) davanti all’Università di Milano-Bicocca: pittura e scultura fuse, rete metallica e pennellate per una grande metafora visiva sull’aiuto, sulla cooperazione, sul superamento.

Il muro diventa lezione: superare un ostacolo con l’aiuto di altri, uscire dal muro che ci delimita, trasformare l’architettura in spazio di pensiero. In un contesto scolastico/accademico, questo tipo di intervento risuona come invito a condividere, a collaborare, a costruire in comune.

Per chi torna in aula a gennaio, è un promemoria: l’istruzione non è solo accumulo di conoscenza, è anche condivisione e processo collettivo.

Orticanoodles a Legnano / Bologna

Il collettivo Orticanoodles ha sviluppato progetti in contesti scolastici e urbani, trasformando arte e istruzione in esperienza partecipata. A Legnano, presso la scuola “Bonvesin de la Riva”, è stato realizzato il murale Oltre la vetta (15 × 10 m) come parte del progetto “Attiva.Mente”: una composizione che raffigura una sportiva circondata dal team che la sostiene, e che riporta la citazione di Michael Jordan «Il talento fa vincere le partite, il talento e il lavoro di squadra fanno vincere un campionato».

In un contesto educativo, l’opera diventa strumento di riflessione sul valore della comunità, della collaborazione, dell’inclusione.

Inoltre, a Bologna durante il Cheap Festival 2017, Orticanoodles ha reso omaggio a Irma Bandiera, partigiana bolognese, trasformando la memoria in arte pubblica. Questo intervento evidenzia come l’arte nei contesti scolastici possa andare oltre la singola aula: abbraccia la storia, la cittadinanza, la memoria collettiva.

Riprendere la Lezione

Gennaio è il mese in cui si torna a riaprire i quaderni, a sedersi davanti a una lavagna, a riabitare lo spazio della classe. E se questi spazi sono arricchiti da interventi d’arte — come quelli di Tellas, Borondo, Orticanoodles — allora l’istruzione acquisisce una dimensione in più: visiva, partecipativa, collettiva.

L’arte nei luoghi dell’istruzione non è semplice ornamento: è dialogo, provocazione, stimolo al pensiero critico. Nei muri delle università e delle scuole si inscrive una nuova lezione: quella della percezione, della comunità, della memoria.

Quando si torna in aula, non si torna solo a studiare. Si torna a vedere, interpretare, domandare. Perché l’istruzione è anche arte.